Un breve viaggio esplorativo dalle origini all’evoluzioni all’uso contemporaneo
Nel Greco classico Αστρολογία, da aster (stelle) e logos (discorso). Tradotto nel latino Astrologia, il termine ne assume il significato letterale: Discorso sugli astri. Un linguaggio del tempo suggerisce l’astrologo Domenico Galvano, che spiega dei cicli unici e che non può essere paragonata ad altre discipline, men che mai alle scienze esatte. Eppure, le fonti storiografiche convergono sul medesimo punto d’origine, nonché sul metodo all’incirca, utilizzato anche dalle scienze positiviste. L’Osservazione d’altro canto costituisce l’atto sorgivo di ogni percorso conoscitivo, configurandosi come presupposto fenomenologico della ricerca. In linea con questi parametri, Astrologia e Astronomia sono state concepite per lungo tempo come un unicum disciplinare, relazionato alla scienza. Sebbene distinte attualmente, entrambe pongono il focus sull’osservazione planetaria. E mentre l’Astronmia calcola il moto e la posizione degli astri come scopo fine a se stesso, l’Astrologia cerca di intenderne e spiegarne il significato relazionato all’uomo.
Ma come nasce l’Astrologia e perché?
Le radici affondano nell’antica Mesopotamia. Furono i Babilonesi, nel II millennio a.C., a sviluppare I 12 segni astrologici. I sacerdoti erano chiamati ad osservare la volta celeste per comprendere la volontà divina, nell’intento di prevenire gli eventi nefasti. L’Enuma Anu Enli contiene è una serie di tavolette cuneiforme contenente circa 7000 presagi.
Col tempo, si è convertita in una veria e propria disciplina. L’obiettivo è concepire quanto e come il tempo incida sugli eventi umani, sul piano collettivo e individuale. Fu Tolomeo a gettarne le basi in Occidente, nel Tetrabiblios, sottolineando l’importanza dell’aspetto individuale. Il moto e la posizione dei pianeti nelle rispettive case acquisiscono un significato rilevante. L’interpretazione avviene attraverso i simboli. Un simbolismo insito anche nella religione e nelle arti divinatorie. Ma il linguaggio dell’astrologia è da ritenersi unico e non costituisce un motivo valido affinché venga percepita o vissuta come un credo.
Questo dichiara Domenico Galvano.
Dunque cos’è l’Astrologia e quanto è vera?
Un rompicapo, la cui risoluzione consiste nell’esperienza diretta. Tuttavia è in quest’ultima che risiede il problema maggiore, circa il cattivo utilizzo che ne deriva.
Le cause sono da ricercarsi nei fattori socio-culturali. Questi hanno influito sulla visione in merito alla disciplina, segnandone il tramonto e la rinascita nel corso dei secoli. Tuttavia è oppportuno analizzare tali aspetti.
Dapprima la diffusione della pratica, consente alla disciplina di sviluppare nuovi teoremi, acquisendo ulteriori mezzi di supporto allo sviluppo. Daltro canto la fusion con la tradizione è inevitabile, sin dagli esordi. Nell’antica Grecia nasce Il concetto di costellazione, rapportato a specifiche date in base all’allineamento dell’orbita solare. Il riscontro con la mitologia è inevitabile, sebbene fornisca ulteriori fonti interpretative. La medesima parola “zodiaco”, deriva da zōdiakos kyklos, cerchio degli animali. Un paradigma ricorrente nelle culture orientali e nell’oroscopo cinese, in cui i segni sono catalogati in base ai cicli annuali. Le pratiche continuaneranno tra le élite anche nel medioevo. Medici, astronomi e altri professionisti della scienza nell’Europa del XIV secolo, lavorano presso le corti, fornendo regolarmente oroscopi personali ai monarchi. Nel XV secolo, quando l’astrologia verrà associata alla stregoneria e al paganesimo. La posizione della chiesa è evidente e la sua influenza contribuirà ad apportare schernimento e rifiuto nei confronti del sapere. Non cessano le ricerche da parte degli esperti, ma neanche i limiti. Nel 1575 Leonhard Thurneisser pubblica l’Astrolabium, utilizzato per creare oroscopi individuali con l’ausilio di grafici a ruota detti volvelle. Galileo Galilei fu tra i primi astrologi del suo tempo a vendere oroscopi personalizzati. Tuttavia l’avvento della rivoluzione scientifica marcherà le dolenti sorti dell’astrologia. E’ a partire d questo moment oche l’Astrologia sarà preclusa e rilegata alla superstizione e alle credenze popolari. Ne consegue il cattivo utilizzo e la superficialità delle pratiche, tutt’ora in atto.
Gli oroscopi oggi sono più popolari che mai, soprattutto tra la Gen Z e i Millenials. Tuttavia l’uso comune sminuisce e ridicolizza un ambito della conoscenza da una storia millenaria, tradendo quelli che sono i principi originari della sua vera essenza. Un sapere avvolto dal misticismo, per alcuni, che crea uno spartiacque tra menti. Da un lato, i sostenitori, che confidano nell’attesa dei transiti fortunati, dall’altro, gli scettici, che rifiutano l’idea del destino. Ma qual è la posizione degli astrologi? La questione è alquanto complessa al riguardo. Non mancano i falsi astrologi, coloro che, competenti o meno, investono sull’ignoranza e sul disperato bisogno di fede, per vendere sogni e false illusioni. Talvolta scegliendo di adeguarsi alla richiesta di mercato, che accresce lo scetticismo dei detrattori. Ma l’onestà non è proporzionale al riconoscimento di un settore all’interno di un sistema, bensì alle dinamiche di approccio al metodo del lavoro svolto. D’altronde, se un esperto della fisica fornisce certezze quantitative fino a prova contraria, un buon astrologo è altrettanto in grado di spiegare le verità esistenziali, sradicandole da tutto ciò che è relativo alle scienze occulte. Gli esperti ritengono che l’astrologia può favorire un senso di comunità e di coesione sociale. Lo stesso Carl Jung, famoso psicologo che ha esplorato i simboli archetipici dell’astrologia e il loro impatto sulla psiche umana, ha suggerito che l’astrologia fornisce un linguaggio per comprendere i modelli universali dell’esperienza umana. Sarà vero? A volte per scoprire il vero basta compiere un atto di fede.

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