Silenzio nelle scuole primarie, Consenso nelle secondarie sui “temi sensibili”. I nuovi Tabù
La notizia è diffusa dai media, mentre l’informazione giunge da piattaforme e canali indipendenti. Il dibattito è acceso e arde con forza. La censura e il filtraggio delle testate giornalistiche tradizionali costituisce la crepa della membrana. La spaccatura che permette al virus di diffondersi all’interno del sistema in maniera silente e indolore. È già metastasi nel nucleo. Il DDL 2423 approvato dalla Camera nel dicembre 2025, attende la conferma del Senato. La riforma DDL Valditara articola la trattazione in paragrafi. Ciascuno, numerato o titolato a seconda dei punti. Tra questi, il progetto “Educare alle Relazioni”. Un protocollo mirato alla prevenzione della violenza sulle donne. Una nobile causa per scopi meschini. La discussione pone il focus sul ruolo della famiglia come “società naturale”. La “neutralità dei contenuti” impone l’obbligo di evitare l’esposizione a teorie definite dal governo “ideologia gender”. I gruppi indetti dai docenti mediante il supporto di psicologi riguardano esclusivamente il grado secondario (medie e superiori). La partecipazione degli studenti dipende dal consenso delle famiglie. L’autorizzazione negata li mette al bando, mentre l’adesione li avvia verso un’educazione basata sulla discriminazione di genere. Nelle scuole primarie viene imposto il divieto alla trattazione di “temi sensibili”. L’Educazione all’affettività e alla sessualità, nonché l’orientamento LGBT si configurano come i nuovi Tabù. Secondo i dati ISTAT del 2022 il 7% delle coppie omosessuali dichiara di avere almeno un figlio. Il blocco dell’infanzia e nelle primarie espone circa 150.000 bambini a una condizione di disagio. Il contrasto all’ideologia gender introdotto nelle secondarie alimenta la discriminazione e la prevenzione contro il bullismo. Il “Consenso Informato” esonera la scuola da ogni responsabilità al riguardo. L’oscurantismo della “nuova scuola” non elimina una realtà già esistente. Alza i muri tra realtà diverse. Ostacola il confronto e alimenta lo scontro. Il Tabù genera ignoranza. Un’arma estremamente pericolosa in un mondo alla deriva travolto da odio, guerre e genocidi. La riforma Valditara non è solo un atto politico, è l’applicazione burocratica di un vuoto educativo. Come scrisse Hanna Arendt, il male non ha bisogno di mostri, ma di persone che smettono di pensare e di istituzioni che impediscono di farlo. Vietare l’affettività e la realtà LGBT è esattamente questo: L’espansione di un vuoto che sfida il pensiero e cancella l’umanità. È la storia che si ripete.
“Il male non è mai profondo, ma solo estremo, e non possiede né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero perché si espande come un fungo sulla superficie. Esso sfida il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui si occupa del male ne rimane frustrato perché non c’è nulla. Questa è la sua banalità”. – Hanna Arendt (La banalità del male)
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