Capitolo 5

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– Ho detto che ti avrei uccisa, ma lo farò col tuo consenso — Viktor aprì le danze muovendo in e4, il primo passo di un valzer macabro per assumere il controllo centrale. Mi avrebbe letteralmente data in pasto ai vermi… Perché mai avrei dovuto cedere alla sua volontà?
​— Minacce, intimidazioni, provocazioni. Cosa cerchi di ottenere? — Chiesi con fredda e deliberata apatia, pur stando al passo spingendo in e5.
​— La morte è un dato certo e tu fai le domande sbagliate — (Nf3) Un sarcasmo di fondo vibrava tra le note dell’inno funebre.
​— Suggeriscimene una giusta! – (Nc6). Preparavo la difesa, incitandolo ad attaccare.
​— Cosa ricaveresti tu dalla tua disfatta? — (Bc4). La contromossa fu preceduta da uno sguardo ammonitore.
​— Pace o dannazione eterna? Ottimo dilemma! — (Bc5). Liquidai la questione con distacco regale.
​— Cosa credi ci attenda? — (4. b4). Accennò un sorriso in attesa del contrattacco.
​— Credo che la risposta a tale dilemma conduca a un inevitabile paradosso. — (Bxb4) Risposi, assecondando il Gambito Evans.
​— Illuminami! — (c3). Una luce fioca illuminavava la partita come un riflettore implacabile, mentre le sue pupille dilatavano in quel bagliore come due fari oscuri intenti a divorarla. Gli spasmi involontari tradivano il suo palpabile interesse per l’enigma.
​— Ciò che davvero spaventa chi teme la morte non è il congedo in sé, bensì quell’intenso grammo d’agonia che lo precede. Per i timorosi di Dio, quel punto finale non è che l’esordio del tormento di una durata infinita. — (Ba5)
​— Non vedo il paradosso — (d4) replicò.
​— Qualora Dio esistesse come entità tale qual è descritta nei dogmi, chi teme d’essere dannato troverebbe la pace. Al contrario, chi confida in essa, in quanto miscredente, subirebbe le pene della dannazione eterna. — (exd4)
​— Sarebbe meglio allora che tu creda! — (O-O)
​— Tu credi? — (dxc3).
​Sembrava fastidiosamente colpito dalla mia teoria. Il suo invito recava il visibile marchio della superbia del credente. Ma la finezza di due lemmi racchiusi in una semplice orazione, che nella sua immediatezza questionava molteplici punti non lo lasciarono indifferente. Reagì con un’occhiata di rimprovero, indossando l’elegante abito del silenzio.
​- Non morirai oggi, o almeno lo spero – . Una promessa sibilata con atroce cinismo, sepolta in una calma glaciale.
​— Tu ed Helena condividete lo stesso DNA, una prova inconfundible che confermerà il tuo decesso, se acconsentirai a rinunciare al tuo nome. — (Qb3). Una lucidità agghiacciante. Sentivo il sangue ribollire nelle mie vene.
​— Se io ero il bersaglio, perché hai scelto lei? Lo scontro alla pari ti terrorizza? — (Qe7). Mi mostrai impassibile. Un vulcano dormiente, benché attivo.
​— Preserverò il corpo trasformandolo in un’autentica scultura impossibile da eguagliare. Verrà esposta nelle più prestigiose gallerie del mondo. Tu sarai testimone e madrina di tale evento. Il tuo nome l’accompagnerà nei secoli a venire, il suo ti permetterà di scegliere chi vorrai essere negli anni che ti restano. Entrambe vivrete… – (Nxc3).
​— Uno scambio non del tutto equo — (Nf6) replicai. Eppure, tra dubbi e incertezze, camminavo su carboni ardenti.
​— Artur ti ha mentito! — (Nd5) dichiarò, captando il frastuono che rimbombava nella mia testa. — Ti ha negato la lealtà che tu in cambio hai dovuto giurargli in quanto sua, tradendo la sua stessa etica. L’amore per te lo ha divorato, rendendolo a sua volta vittima di un tradimento — proseguì.
​— I suoi uomini l’hanno tradito! — (Nxd5)
​— Eppure, fosti tu a ucciderlo! — (exd5) . Scacco! Tentò di intercettare i miei occhi per leggermi, in attesa che reagissi all’accusa.
​— Non ho avuto scelta! — (Ne5)
​— C’è sempre una scelta! Ma, che ci creda o no, voglio proteggerti — (Nxe5) pronunciò con tono quasi amorevole.
​— Perché mai? — (Qxe5)
​— Gli ho dato la mia parola. E tu mi hai salvato la vita. Ti sono debitore, non posso ignorarlo. — (Bb2). Un uomo tanto potente reso schiavo dalla sua stessa etica.
​— Un dovere morale t’impedisce di uccidermi — (Qg5).
​— Un dovere sociale me lo impone. — (h4). – Accetta lo scambio e vinceremo entrambi – Sibilò, cercando di persaduermi.
​— Dov’è il trucco? — (Qh6).
​— Nessun trucco. Ti restituirò la vita che ti dovevo, tenendo fede alla richiesta di tuo padre. Tu verrai esonerata dagli obblighi della Famiglia, vivendo libera sotto mentite spoglie — (Rae1)
​— Le mie finanze? — (Kf8)
​— Loro ne prenderanno possesso. — (d6)
​— Perderò tutto. — (cxd6)
​— Vivrai. Non è abbastanza per te? — (Bxf7)
​— Non se mi aspettano le catene. È così che tenti di sdebitarti? — (Qxh4)
​— Ti ho osservata negli anni. Ho individuato il tuo schema, comprendendo intenzioni e strategia. Probabilmente avevi altri piani, quando hai scelto di salvarmi, ma al momento puoi scegliere la morte o le catene — In effetti non avevo molte altre opzioni.
​— Allora, ti va di fare un patto col diavolo? — (Re8# Scacco Matto!)
— Dormirai qui stanotte! È più prudente. La tua camera è di sotto in fondo al corridoio —

Mi ritrovai dinanzi a un tunnel senza alcuna via d’uscita. Volsi un ultimo sguardo a Viktor, il quale si accingeva a raccogliere amorevolmente il cadavere della sua vittima. Mi lanciò un’occhiata fulminea prima di andarsene: — Non starò via per molto. — Annuii, attendendo che sparisse dalla mia vista. Dopodiché mi guardai intorno in cerca di una via di fuga, sebbene fossi perfettamente conscia che l’unico rifugio sicuro al momento era la cella in cui mi avrebbe rinchiusa. Allora mi voltai e cominciai ad avanzare, decisa ad attraversare l’oscurità che mi attendeva.


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